Albero blu

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olio su tela, 40×50, del 1992

Immerso in un paesaggio glaciale dalle tonalità fredde l’albero si contorce sofferente, memore delle intemperie e delle traversie che ha sopportato; non è altro che metafora della solitaria esistenza umana che anche nei momenti più bui e duri è sorretta e consolata dalla speranza, rappresentata dai piccoli caldi inserti cromatici che affiorano di tanto in tanto d’intorno.

Il soggetto, più volte ripreso dall’artista, dell’albero, di colore blu, secco, spoglio e isolato nel paesaggio è un tema appartenente al periodo più significativo della pittura di Paolo Salvati; questa tela sintetizza bene la ricerca artistica del pittore sempre rivolta a cogliere la poesia nella natura.

Il dipinto, pervaso da un malinconico lirismo, si inserisce in una forma di espressionismo particolare in cui il segno è mitigato dal colore, quasi nel tentativo di volerli conciliare col fine di pervenire a un equilibrio tra i due elementi; l’irraggiungibile sintesi conferisce all’opera una affascinante tensione.