GIUSEPPE AVARNA DI GUALTIERI SICAMINÒ

Poeta – Roma, Gennaio 1974

Ad un amico pittore

Azzurro Azzurro oh Mallarme’
Veggente non era colui che come te
E’ morto nella bisca di un caffe’.
Ubriaco d’etere
Le labbra carminio di un etere
E’ oro consunto dall’etissia
Nella stanza biancastra e tetra, di un poeta mandi’.
Siamo, e tu lo sai, diversi e corrotti
Da una febbre insaziabile di verita’.
La cerchiamo ciechi di passione
Ansimanti come bestie, a volte disumani.
Siamo, siamo l’agonia consunta di Van Gogh e di Modigliani.
A chi era con me, la ballata e’ finita
In una risata, acidula, che sa’ di the’ e di caffe’
I veleni, gli alcool dei poeti decantati.
Un fiore di papier
Una cianfrusaglia alla ribalta di un cabaret.
Aime’ era la’.
Silenzio spettatori.
E’ morto anche Mallarme’.